La Legge di Attrazione e la paura

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La Legge di Attrazione e la paura

Uno dei temi portanti che hanno a che fare con la Legge di Attrazione riguarda il focus mentale. Ormai sappiamo bene che è necessario mantenere i propri pensieri e immagini mentali focalizzate sull’obiettivo che si vuole raggiungere, invece che su ciò che ci si augura di evitare. Questo causa emozioni “buone” che ci spingono verso decisioni congruenti e, molto spesso, efficaci.
Ma se, invece, abbiamo la volontà di evitare qualcosa nella nostra vita, spesso è perché ne abbiamo timore, paura. In una lunga email scambiata durante una sessione di consulenza ho affrontato il tema partendo dall’osservazione che segue:

Perché le nostre paure tendono a manifestarsi?

Credo che a tutti noi sia capitato almeno una volta nella vita che i nostri peggiori timori si rivelassero fondati, e che accadesse proprio ciò che ci eravamo intensamente augurati di evitare. Dall’interrogazione ai tempi della scuola al fallimento di un progetto importante da adulti, si tratta di situazioni che producono sempre come conseguenza un senso di fatalità, condito con espressioni come “Ecco, lo sapevo!” oppure “Te l’avevo detto” che chiudono il cerchio. Altri le chiamano “profezie” o in modo più popolare e grezzo “portare sfortuna”, intendendo così gli stessi fenomeni.

La manifestazione di una paura, tuttavia, non è di per sé un fatto negativo, quanto piuttosto un’ulteriore conferma che esiste un legame inscindibile tra ciò che ci emoziona quando lo anticipiamo nella nostra mente (la paura è, in fin dei conti, un’emozione come tante altre, con alcune particolarità che vedremo tra un attimo) e ciò che concretamente sperimentiamo nelle nostre vite. Si tratta, quindi, sempre di Legge di Attrazione: ciò su cui ti focalizzi tende a essere presente nella tua realtà.

Se hai paura di essere solo, attrai condizioni che portano a solitudine.
Se hai paura di essere povero, ti comporti come se lo fossi ed è probabile che lo sarai davvero.
Se hai paura di fallire, metti in atto comportamenti che agevolano il fallimento.

Il primo elemento particolare di questo legame è insisto nella paura stessa. Si tratta, come detto poco fa, di un’emozione che però ha anche una particolarità: è spesso intensa, forte, persistente. E la Legge di Attrazione risponde proprio a questo tipo di emozioni: non a quelle saltuarie o superficiali, ma a quelle ripetute, profonde, vissute in pieno.
Il secondo elemento è che è molto improbabile che ci sia un attaccamento emotivo verso qualcosa che temiamo: se hai paura di un avvenimento, ti auguri che non accada, speri di esserne risparmiato. Stai benissimo senza che quell’evento si verifichi, non ne hai di certo bisogno. E abbiamo trattato spesso in passato il concetto di “distacco”: più sei “emotivamente indipendente” dai tuoi intenti, più è probabile attrarli a te.

Quindi la paura è un’emozione intensa che presuppone automaticamente distacco emotivo dall’evento che la genera.
Ne consegue che quell’evento ha caratteristiche perfette per essere manifestato.

Ecco spiegato il motivo per cui ciò che temiamo intensamente spesso sembra avere la tendenza di venirci a cercare.

Come fare quindi quando si ha “paura” che qualcosa accada?

Credo prima di tutto che determinate paure siano utili: sono il frutto di meccanismi inconsci che ci permettono di proteggerci, di tutelarci da situazioni che potrebbero essere dannose per noi o per gli altri. Altre paure sono invece immaginarie: percezioni (errate) di pericoli che in realtà non ci sono, e nell’epoca moderna sono la maggioranza.
Per questo occorre molta attenzione nell’affrontare una paura. Nel mio lavoro consiglio sempre di partire da queste domande, alle quali occorre trovare risposte con cura.

  • Da che cosa mi protegge questa paura?
  • Che cosa accadrà se la ignoro?
  • Che cosa accadrà se la ascolto?

Le risposte che si ottengono sono sempre molto specifiche e devono essere basate su fatti oggettivi, così che siano utili per capire se la paura generata è immaginaria oppure reale.

A questo punto, se la paura è immaginaria ha senso ignorarla (se si vuole fare dell’auto-analisi ci si può chiedere allora perché la sperimentiamo, ma lo trovo personalmente poco utile e comunque non determinante per i risultati).
Se è oggettivamente reale va valutato il rapporto tra rischio e beneficio e su quella base si prende una decisione, che sarà in funzione della predisposizione di ciascuno.

Un’altra cosa che può essere utile fare con le proprie paure e la loro tendenza a manifestarsi è chiedersi:

  • Che cosa imparo dal fatto che ciò che temo si manifesta?
  • Come posso usare questo legame a mio favore?

Questa volta vorrei lasciare la conclusione dell’articolo ai vostri commenti, così da non influenzarne la chiusura con le mie opinioni ed esperienze. Mi piacerebbe leggere qui sotto le vostre risposte, perché credo che una discussione su un tema così interessante possa essere di beneficio per tutti noi.

Resta comunque saldo il concetto che dirigere i nostri pensieri verso ciò che amiamo e che vogliamo realizzare è l’atteggiamento mentale migliore che si possa assumere e allenare.

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36 Responses

  1. Nicolò ha detto:

    Da qualche giorno si è realizzato qualcosa che non avrei mai pensato, un incidente stradale che mi ha lasciato un pò scombussolato, mi sono ritrovato in barella all'ospedale senza accorgermi di nulla e senza ricordarmi di nulla; la cosa interessante è che qualche giorno prima avevo visto in tv qualcosa del genere, la storia di uno che si ritrovava in ospedale senza nemmeno sapere come o perchè e io ricordo di aver pensato che a me non era mai successa una cosa simile… Coincidenza? Me la sarò cercata? Boh! Ho sempre avuto PAURA di morire senza neanche accorgermene, senza avere la possibilità di far qualcosa… e si è realizzata in parte questa paura, visto che a detta di chi assisteva al tutto, sembravo proprio morto! In conseguenza a questo fatto, mi si sono aperti gli occhi su una persona che diceva di volermi bene e me ne sono allontanato ; fatto questo che per me è stato doloroso ma necessario, quasi come se l'incidente fosse servito solo a quest'unico scopo. Per me la paura è la molla fondamentale della mia vita, appena mi rilasso un pò succedono disastri incredibili. Stranamente, dopo questi disastri mi sento meglio, come se si fosse realizzato "il destino" cui ero indirizzato. Boh…

    • Francesco ha detto:

      Ciao Nicolò,

      credo che ci siano molti spunti in ciò che hai scritto e ti ringrazio per avermeli forniti. Ci tornerò sopra in futuro…

  2. Fabio ha detto:

    Ciao Francesco, è un grande piacere leggere i tuoi articoli, sempre ben strutturati, chiari e coinvolgenti. Seguo il tuo consiglio partecipando alla discussione che hai incentivato in chiusura. Partendo dal presupposto che mi trovi completamente d'accordo sui principi che hai enunciato, io dalla paura imparo che la stessa, oltre a trasformare l'evitabile in inevitabile, mi impedisce di fare ciò che più desidero. Attualmente ricorro a momenti durante i quali elencare, non solo le possibili controindicazioni, ma, soprattutto, mettere in risalto i benefici che deriverebbero da una determinata scelta. Devo, inoltre, constatare che coltivare una paura, come in generale un sentimento negativo, impatta non solo in termini di ostacolo verso il raggiungimento di un obiettivo a causa della paura stessa, ma anche a livello generale nella nostra vita. Spero che il mio commento possa essere uno spunto interessante per tutti. Grazie come sempre. Fabio

  3. Elisa ha detto:

    Personalmente sperimento nella mia vita che ciò che temo il più delle volte si avvera. Questo mi spaventa moltissimo perché quando ho una paura tendo a focalizzare sempre li la mia attenzione, di conseguenza temo di manifestare proprio quella cosa. Come sempre i tuoi articoli Francesco sono sempre interessanti!

  4. Nadia ha detto:

    Ciao Francesco e soprattutto grazie. Sto imparando come fare grazie ai tuoi audio che ascolto da 4 mesi e mi trovo in un momento intenso e delicato, dove tutto si muove ma… le paure fanno a gara con la fede, e io passo da uno stato all’altro con facilità, troppa facilità. Veramente mi accade di avere di colpo paura e sembra che quella paura rovini tutto il costrutto della fede, quindi alla fine ho paura della paura. Però conosco anche il momento in cui la paura cede alla fede, e mi sento allineata con me stessa. So, sento che fino a che non stabilizzerò il mio stato tutto resta incompiuto, e cerco ogni momento di allinearmi ma non è facile. Chiedo consiglio a tutti, che fare di meglio in questa situazione? Grazie!

    • Ksenia ha detto:

      Ciao Nadia, ho letto la tua risposta e posso dirti che mi trovo nella stessa tua situazione. Non so se può aiutarti quello che ti racconto, spero almeno che sapere di non essere l’unica in questa condizione possa in qualche modo tranquillizzare.
      Quando ho questi momenti di “buio” li accetto e basta, li vivo per quello che sono e mi dico che è la tempesta prima del sereno. Non so se è il modo giusto di affrontare questi momenti, ma posso dirti che prima li combattevo e pensavo che ogni volta che succedeva era l’ennesimo fallimento da parte mia e che non ero capace di applicare la legge, e cosi era sempre peggio. Adesso so che è una fase transitoria per arrivare a dimenticare le credenze sbagliate che abbiamo acquisito nel tempo.
      Hai ragione, non è per niente facile ma non è neanche cosi difficile come possa sembrare, avere fiducia incondizionata è difficile ma una volta che lo fai non te ne pentirai. Spero di esserti stata d’aiuto, per me il tuo commento è stato importante, confidarmi è stato molto liberatorio. Grazie! Un abbraccio.

  5. Chicca ha detto:

    Ciao a tutti è la prima volta che vi scrivo trovo questo blog stupendo ma soprattutto “efficace”. Gli articoli tuoi, Francesco, mi stanno aiutando a crescere e non sai quanto te ne sono grata. Per rispondere alle tue domande ti posso dire che personalmente sto solo cercando con molta fatica di eliminare le mie paure, appena sento che arrivano mi distraggo, non posso più non voglio più farle vincere, però sinceramente rendermi conto che quello di cui ho paura si manifesta mi mette ancora più paura, quindi l’unico modo è non pensarci. Non so se riesco a spiegarmi bene, so solo che continuare chiedersi perche arrivano e combatterle è controproducente, molto più semplice pensare subito ad altro. Può sembrare superficiale ma quello che conta è il risultato ;)) è da poco che sto riuscendo a farlo… ho ancora tanta strada da fare ma sono così felice anche di avere il tuo aiuto e quello di tutto il blog. A presto 😉

  6. franco ha detto:

    Mi piace leggere articoli come questo: informano e completano riguardo alle potenzialità di EFT. Per tanto che usi questa tecnica, ogni giorno mi stupisco vedendo i risultati che produce. La paura è una tematica centrale per l'utilizzo di EFT.

  7. Marilisa ha detto:

    Bene, si parla di paura. Dando uno sguardo alla mia vita, mi accorgo che certe paure che avevo, le ho dovute vivere per poter affermare ciò che ho sempre pensato nella mia vita. E cioè: che si può essere molto felici anche se non si è in perfetta salute ma si è malati cronici, anche se non si è ricchi, anche se non si vive al centro del mondo produttivo. Avevo bisogno di dimostrare agli altri che avevo ragione e vivere sulla mia pelle queste cose: non mi è mai interessato chi parla per sentito dire. Queste cose però erano e sono le paure che più o meno tutti sentiamo. Dovevo farne l’esperienza… ora che l’ho fatta e ho dimostrato che quello che sostenevo era vero, ora voglio fare altre esperienze. Ho dimostrato che si possono vivere esperienze entusiasmanti e fare cose grandiose, nonostante quelli che per il sentire comune sono ostacoli insormontabili. Ma è arrivato il momento di passare ad altre cose. E ringrazio di avere incontrato lungo il cammino persone che mettono a disposizione la loro visione positiva della vita, come te Francesco.

    • Francesco ha detto:

      Ciao Marilisa,

      bella questa visione del "percorso" che hai dovuto affrontare. Concordo su tutto ciò che dici riguardo la felicità, che può certamente essere presente, pur se ci sono degli "anche se…"
      Grazie per le tue parole nei miei confronti.

    • Lucia ha detto:

      …incredibile… mi sembra di rivivere la mia esperienza… Siamo sempre in tempo!

  8. Lorymaodi ha detto:

    In questo momento sto provando una profonda paura nei riguardi di un avvenimento molto temuto, e anche se spero non si avveri, in questo periodo è il mio pensiero dominante e non riesco a frenarlo.
    Come posso fare? La mia non è paura per un fatto immaginario, ma per un motivo molto concreto, purtroppo.
    E passo le giornate ad augurarmi non succeda, ma poi prevale l’ansia e lo sconforto. Anche perché sono circondata da persone che alimentano questo timore, invece di aiutarmi a essere positiva…

  9. Francesca ha detto:

    Ti ringrazio per l’articolo e per quella specifica che non ho mai compreso, il distacco emotivo. Sono un’analfabeta di ritorno, per 12 anni nella mia vita ho lottato affrontando me stessa e quella parte che non mi piaceva, che mi frenava. Sono cambiata tantissimo, rivoltata come un calzino, con tutto il dolore e la forza che questo comporta… e l’orgoglio finale di guardarsi allo specchio. Avevo imparato tanto. Ho fatto altre scelte, perchè mi servivano, ma non le ho gestite bene. Quello che chiami distacco emotivo lo comprendo come centratura e osservazione. Ma sono analfabeta di ritorno. E questo mi fa rabbia… perchè mi manco. Ora vado a leggere allenamento mentale, grazie ancora.

  10. luca ha detto:

    Ciao Francesco, la mia paura più radicata risale al periodo infantile.
    Immaginarmi la presenza di qualcosa di spaventoso alle spalle o dietro l'angolo, notte dopo notte, mi riporta ad oggi, un quarantatreenne che si vergogna di ammettere la paura più profonda.
    Guardarsi attraverso il riflesso di un vetro e aver paura di intravedere una forma estranea….qualcuno che ti scruta, con l'intento di provocare…paura.
    Sembra un film dell'orror, si alimenta non appena arriva l'occasione e io rifuggo tramite espedienti rituali.

  11. Valentina ha detto:

    Ciao Francesco, ti scrivo perché ho un piccolo problema con le mie paure! Grazie per l`articolo. Io sono molto attratta da tutto ciò, il problema è che ogni volta che vedo alla TV qualcosa di brutto ne percepisco un’emozione intensa. Perché mi metto nei panni di chi l’ha vissuta! Adesso ho paura che mi accada ciò che ho pensato negativamente… cioè come reagisce la legge dell attrazione ai pensieri negativi passati? Grazie.

    • Francesco ha detto:

      Valentina, i pensieri negativi sono "innocui" se non li perpetui nel tempo associando loro forti emozioni. Quindi non preoccupartene, non accadrà nulla per "colpa" loro.
      La TV, invece, spegnila. Soprattutto se tendi a empatizzare molto. Oppure utilizzala solo per puro intrattenimento, per guardare lo sport o una serie che ti piace. Bandisci al 100% i telegiornali, soprattutto quelli "scandalistici". A presto.

  12. Donato ha detto:

    Ciao, Francesco. La Paura è un campanellino che mi porto sempre dietro, mi è sempre piacuto pensarla come una particolare attenzione a cose ed eventi per prevenire il peggio, direi che a volte è anche stancante. Infatti il tarlo che mi ha portato sul tuo blog è stato il pensiero che si divide in chiaroveggenza o attrazione (per usare il temine del blog) . Li vedo arrivare o li causo? Nella vita, per lavoro di responsabilità e per gioco, prendo molte decisioni ogni giorno ed in breve tempo. Senza entrare in avvenimenti pesanti porto ad esempio due situazioni diverse che mi capitano nel gioco del poker: se sono nella giornata che penso alle carte che non vorrei che uscissero a favore degli avversari, escono; diversamente se sono nella giornata in cui penso alle carte che vorrei che uscissero a mio favore faccio degli ottimi piazzamenti, a volte mi spavento se chiamo la carta col seme ed esce. Non parlo di momenti isolati, ma di sessioni di gioco giornaliere. Potresti darmi degli spunti per uscire o chiarire da questo pensiero? Grazie

  13. Matteo Bianchi ha detto:

    Capita anche a me, quando sono teso, che non accada nulla, mentre se mi rilasso capitano eventi brutti.

  14. Matteo Bianchi ha detto:

    Questo per rispondere a Nicolò.

  15. Maria ha detto:

    Anche a me capita che un secondo prima penso e immagino che quel bicchiere cada, oppure che io possa inciampare mentre faccio qualcosa… ed ecco che in qualche modo succede… non so come prendere la cosa!

  16. Celtic ha detto:

    Ciao, grazie per i tuoi articoli, sono sempre motivo di grande riflessione personale!
    Secondo la mia esperienza ho constatato che la paura diventa più forte quando provo a scacciarla, e più debole quando l’accetto come tale, consapevole che, nonostante sia fondata, è sempre frutto dei condizionamenti mentali, emotivi di informazioni ricevute, quindi non è mai concreta. A questo punto mi distacco, la osservo accettandola, ritenendola una logica conseguenza dell’elaborazione mentale degli avvenimenti vissuti o informazioni ricevute. Fino a ora ciò mi ha aiutato a non manifestare alcune paure concrete e non…! Per questo motivo preferisco non chiedermi che cosa imparerò se la mia paura dovesse verificarsi. Reimpostando la domanda al fatto compiuto… alla paura concretizzata. Cosa ne pensi?

    • Francesco ha detto:

      Ciao,

      quanto scrivi è corretto… non ci si chiede "che cosa imparo" da un fatto ipotetico, soprattutto se rappresenta una paura di qualcosa che non vuoi che accada, ma ha senso ed è utile chiederselo per un fatto passato (già concretizzato) che ha rappresentato una tua paura.
      Se ci pensi, è una domanda molto più utile del "perché mi è accaduto questo?"

      A presto!

  17. Celtic ha detto:

    Grazie!

  18. Barbara ha detto:

    Buongiorno Francesco, ho un problema che mi assilla e spero che tu saprai come consigliarmi.
    Da diversi mesi sto applicando la LOA per realizzare il mio più grande desiderio, ossia quello di incontrare la mia anima gemella e formare una famiglia. Uso la visualizzazione creativa per creare la mia storia d’amore ideale e quando lo faccio provo sensazioni di benessere e serenità. Fin qui tutto bene, ora però arriva il problema… cioè quando si tratta di passare all’Azione Ispirata mi blocco! C’è un mio vicino di casa che mi interessa, mi piacerebbe provare a conoscerlo, però… ho paura!
    Solo al pensiero di avvicinarlo per parlargli mi tremano le gambe, ma questo non mi succede solo con questo ragazzo, ma in generale con tutti. Se qualche ragazzo ci prova con me invento mille scuse per scappare dalla situazione e se sono io a volerci provare con qualcuno alla fine demordo sempre. Mi ritrovo a pensare che se mi fidanzassi la mia vita verrebbe stravolta completamente, dovrei totalmente cambiare stile di vita, perderei la mia totale libertà e avrei responsabilità che ora non ho. Insomma, una complicazione unica! Alla fine tutti questi pensieri mi sommergono il cervello e non mi abbandonano finché non lascio perdere il mio proposito di provarci con il ragazzo di turno. Solo allora mi sento libera e in pace con me stessa.
    Non so perché mi succede tutto ciò ma è una cosa orribile! Io so che quello di trovare l’amore è il mio più grande desiderio, quando mi visualizzo con Lui mi sento bene, mi sento realizzata e felice, allora perché non riesco a mettere nella pratica tutto quello che visualizzo?! Che problema ho? Ti ringrazio se vorrai aiutarmi!

    • Francesco ha detto:

      Buongiorno Barbara,

      il tuo è un discorso articolato, ti dico solo che avere la convinzione che fidanzarsi sia una "complicazione unica" mette sicuramente in atto in te una serie di comportamenti di "protezione" per… evitare di "complicarsi" la vita…

      Detto questo, sul blog non do consulenze su temi personali. Se vuoi, puoi utilizzare questo servizio: http://www.immaginazionecreativa.it/consulenza/em

      A presto!

  19. Donata ha detto:

    Penso che la paura venga da molto lontano e continua a seguirci in tutte le nostre esperienze di crescita interiore. Quasi come di sorpresa ci assale e ci prende il panico… ed è lì che le diamo potere lei vive e si manifesta nella nostra vita bloccandoci. Ho notato che continuando a lasciare andare tutto e affidarci cercando il bene il vero amore per noi e gli altri con molta pazienza, lei si allontana, il nostro cuore riprende piano il suo battito e lei si sgonfia. E sapete, ho scoperto che alla fine avevo molto paura di me stessa edi quello che potevo fa succedere! Ora no ma ….ci sto lavorando. Grazie, sei fantastico. Ciao.

  20. Fabio Di Domenico ha detto:

    "Se hai paura di essere povero, ti comporti come se lo fossi ed è probabile che lo sarai davvero"

    Ecco perchè nello sfidante si dice "La non espressione delle emozioni negative"
    bisogna stare attenti a come si agisce e osservare le emozioni, questo è il lavoro alchemico
    però a volte non si può evitare di esprimere le emozioni negative anche più grandi come mi capita a me…

  21. Roberto Messana ha detto:

    Mi permetto di citare il mio libro “L’importante è che mi senti” dove tratto ampiamente della paura che considero la “madre di tutte le emozioni” in quanto, quasi fosse una cellula staminale, non è di per sè un’emozione negativa o positiva ma è l’energia vitale che può farci far crescere se scegliamo di darle voce.
    E’ la paura della paura che ci porta a metterci su delle maschere con le quali poi ci relazioniamo in modo falso con noi stessi e con gli altri.

  22. Antonio ha detto:

    Salve. Non ho ben compreso un passaggio, quando parli del distacco. Scrivi che più siamo “emotivamente indipendenti” dai nostri intenti, più è probabile, e attrarli. Ma non sono proprio le emozioni, insieme al pensiero che le ha generate, ad attrarre ciò che desideriamo? Più avanti scrivi che la paura è un’emozione intensa che presuppone distacco emotivo dall’evento che la genera. Ma non è il contrario? Se una cosa mi spaventa, non dovrebbe “incatenarmi” attirando la mia attenzione e quindi generando pensieri costanti su ciò che non voglio? Spero tu mi possa chiarire questo punto. Complimenti sempre per il tuo lavoro.

    • Francesco ha detto:

      Salve Antonio, grazie per l'ottima domanda e per i tuoi complimenti.
      Provare "distacco emotivo" non significa "non provare niente", ma – come indicavano i primi testi che trattavano la Legge di Attrazione – quella condizione mentale che corrisponde al "desiderare senza avere bisogno".
      Quindi, provare desiderio per un oggetto o situazione, ma sperimentando gratitudine (che è un'emozione) proprio come se quel desiderio fosse già realtà.
      Riguardo la paura, il testo mi pare chiaro: se qualcosa ti spaventa non sei spaventato dal tuo desiderio, piuttosto lo sei dal "non" realizzarlo o dal realizzare qualcosa che rappresenta il tuo contrario, quindi dal desiderio in sé sei distaccato.

  23. arianna ha detto:

    Ma se le mie paure cerco di controbbatterle con pensieri positivi ma si ripresentano piu' volte e piu' forti di prima, e' la vita che mi mette alla prova? E come faccio a superarle se sono cosi forti e ripetute? Grazie anticipatamente.

    • Francesco ha detto:

      Ciao Arianna, il "pensiero positivo" ha un ruolo importante, ma non è la soluzione a qualsiasi situazione. Non conoscendo nel dettaglio ciò che accade a te non posso esprimermi, ma in linea generale è una buona idea "sfidare" le tue paure e affrontare proprio ciò che ti spaventa, perché in quell'azione c'è un grande potenziale di cambiamento e di crescita.

  24. Luisa ha detto:

    Ho letto con attenzione il tuo articolo e volevo chiederti un parere. Sono stata sposata per 30 anni e durante il mio matrimonio e,per l’ambiente che frequentava mio marito, ho sempre avuto il timore che lui mi lasciasse ed ero sempre preoccupata che tornasse con la sua ex che per tutto il periodo del matrimonio non ha fatto altro che tampinarlo per tornare con lui. Ora, ho scoperto che mio marito mi ha lasciata è si è messo con lei, o viceversa, (vai a saperlo) e la cosa che mi fa più male è che tutte le mie paure di sono concretizzate. Pensi che possa essere legato alla legge dell’attrazione?

    • Francesco ha detto:

      Ciao Luisa,

      io credo che tu abbia un'opportunità, che è quella di apprendere da questo momento della tua vita come la nostra mente è in grado di creare la realtà. Non va giudicato ciò che accade: sgancia dagli eventi i significati "negativi" e semplicemente osserva. Poi chiediti: visto che sono in grado di attrarre ciò che desidero, come posso usare questa mia abilità per creare la vita che voglio?

      Nell'ambito delle relazioni, ti suggerisco di utilizzare questo quanto prima, evitando di "focalizzarti" sul tuo ex marito, ma sulla relazione "ideale" che ora vuoi vivere: http://www.immaginazionecreativa.it/trovare-anima

  25. Marina ha detto:

    Ciao i miei pensieri negativi mi spaventano….li immagino li vedo nella mia mente e poi purtroppo succedono così come mi arrivano in testa. Non so più che fare come posso risolvere questo problema…

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